Loading...

La verità sulla riciclabilità dei film reticolati: tra marketing ingannevole e realtà industriale

La verità sulla riciclabilità dei film reticolati: tra marketing ingannevole e realtà industriale

Nel mondo del packaging flessibile, si dovrebbe convergere verso soluzioni trasparenti e scientificamente valide, ma assistiamo a una preoccupante proliferazione di dichiarazioni fuorvianti sulla riciclabilità dei materiali. È tempo di fare chiarezza su una delle questioni più controverse del settore: i film reticolati sono riciclabili? E come distinguere un film reticolato da uno che non lo è?

Riciclare con la pirolisi: teoria e pratica

Chi asserisce la riciclabilità dei film reticolati fa riferimento ad una tecnica esistente chiamata pirolisi, che li scompone nei loro componenti base. Ma la realtà economica e pratica rendono questo processo inapplicabile perché la pirolisi richiede temperature elevatissime, consumi energetici proibitivi e investimenti in impianti specializzati che rendono il processo economicamente insostenibile su scala industriale.
La situazione attuale parla chiaro: nel mondo esistono pochissimi impianti di pirolisi operativi, insufficienti a processare anche solo una frazione minima dei materiali reticolati prodotti annualmente. Eppure, molti produttori continuano a etichettare questi materiali come "riciclabili", sfruttando la confusione terminologica e la scarsa informazione diffusa nel settore.

Danni dei film reticolati ai processi di riciclaggio tradizionale

La questione diventa ancora più grave quando consideriamo cosa accade realmente quando i film reticolati entrano nel flusso di riciclaggio convenzionale. Non solo questi materiali non possono essere processati - la loro presenza può letteralmente causare il blocco e il danneggiamento degli impianti di riciclo meccanico tradizionali.
I film reticolati, a causa dei legami chimici permanenti creati durante il processo di reticolazione, non fondono come i polimeri termoplastici standard. Quando finiscono nelle linee di estrusione degli impianti di riciclaggio, possono creare intasamenti, danneggiare filtri e ugelli, e contaminare interi lotti di materiale altrimenti riciclabile.

Distinguere film reticolati e non reticolati

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dall'identificazione stessa dei materiali reticolati. Mentre in laboratorio, con strumentazioni appropriate e personale specializzato, è possibile distinguere un film reticolato da uno non reticolato attraverso test specifici (come l'analisi del contenuto di gel o test di solubilità), questa distinzione è praticamente impossibile in un centro di smistamento rifiuti.
Gli operatori dei centri di riciclaggio lavorano a ritmi sostenuti e non dispongono né del tempo né degli strumenti per effettuare analisi chimiche sui materiali in arrivo. Il risultato? Film reticolati e non reticolati vengono inevitabilmente mischiati, compromettendo l'intero processo di riciclo.

La certificazione come strumento di trasparenza

In Decofilm, già da diversi anni abbiamo scelto la strada della trasparenza totale. I nostri prodotti sono stati certificati da Interseroh, un prestigioso ente tedesco che non si limita a dichiarare genericamente se un materiale è "riciclabile" o meno, ma assegna un punteggio di riciclabilità basato su criteri oggettivi e verificabili.
Questo approccio graduale è fondamentale perché riconosce che la riciclabilità non è un concetto binario, ma dipende da molteplici fattori: la composizione del materiale, la presenza di additivi, la compatibilità con i sistemi di riciclo esistenti, e la qualità del materiale riciclato ottenibile.

Accelerare il cambiamento: una responsabilità condivisa

Il processo di educazione del mercato procede troppo lentamente rispetto all'urgenza della sfida ambientale che affrontiamo. È necessario un impegno collettivo da parte di tutti gli attori della filiera:
I produttori devono assumersi la responsabilità di comunicare in modo trasparente e scientificamente corretto le caratteristiche dei propri materiali, resistendo alla tentazione di cavalcare l'onda del greenwashing.
I trasformatori e i brand owner devono approfondire la conoscenza tecnica dei materiali che utilizzano, andando oltre le dichiarazioni superficiali e richiedendo prove concrete di riciclabilità.
Gli enti normativi devono stabilire criteri chiari e univoci per definire cosa può essere legittimamente definito "riciclabile", basandosi sulla realtà delle infrastrutture di riciclo esistenti e non su possibilità teoriche.
I consumatori finali devono essere informati e sensibilizzati, affinché possano fare scelte consapevoli e premiare le aziende veramente impegnate nella sostenibilità.
Le alternative esistono e funzionano
La buona notizia è che le soluzioni tecniche esistono già.

In Decofilm abbiamo dimostrato che è possibile sviluppare film ad alte prestazioni senza ricorrere alla reticolazione, mantenendo tutte le caratteristiche richieste dalle applicazioni più esigenti e garantendo al contempo la piena compatibilità con i sistemi di riciclo meccanico tradizionali.
Questi materiali innovativi non sono prototipi di laboratorio, ma prodotti industriali già adottati con successo da importanti realtà del mercato europeo. La transizione è quindi non solo possibile, ma già in atto presso le aziende più lungimiranti.
La sfida della sostenibilità nel packaging è complessa, ma le soluzioni esistono, almeno in DecofilmGroup. 

Per approfondire le tematiche trattate in questo articolo e valutare soluzioni realmente sostenibili per le vostre esigenze di packaging, il team tecnico di Decofilm è a vostra completa disposizione.