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Uno shrink film barriera deve fare due lavori nello stesso momento. Deve retrarsi con precisione sotto calore per avvolgere un prodotto dalla forma irregolare, e deve resistere a stress meccanico, forature e perdita di barriera per tutta la shelf life del prodotto confezionato. Conciliare queste due esigenze è il nucleo tecnico di questa categoria di film.
Sul piano industriale, questa performance si ottiene attraverso due vie principali. Sono percorsi tecnologici distinti, con conseguenze molto diverse sul fine vita del film.
La prima via utilizza radiazione ionizzante: una radiazione ad alta energia reticola le catene polimeriche dopo l'estrusione, stabilizzando la struttura e fissando ritiro e comportamento meccanico. I legami trasversali (cross-bonds) introdotti da questo processo sono permanenti e rendono il film che ne risulta incompatibile con il riciclo meccanico.
La seconda via lavora a monte, sull'architettura stessa del polimero. Le stesse esigenze funzionali vengono ottenute attraverso il design della resina e lo step di orientamento durante l'estrusione in bolla, senza aggiungere legami trasversali a valle del processo.
DECOMAB segue la seconda via. Il brevetto Amorphous SBS Soft Shrink è costruito su questo principio, con una conseguenza diretta sul fine vita del film: la struttura resta un PE pulito, compatibile con i flussi di riciclo standard.
Per una specifica redatta oggi in ottica PPWR, la differenza tra le due vie industriali non è più solo tecnologica: è una voce in meno da giustificare nella colonna della riciclabilità. La scelta di un film barriera che resta compatibile con il flusso PE, e che porta con sé la certificazione di un ente indipendente, riduce il numero di note a piè di pagina che il brand owner deve gestire nella documentazione di conformità.